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Controversie

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TITOLO VII
CONTROVERSIE

Art. 38 (Clausola Arbitrale)
Sono devolute alla cognizione di arbitri rituali secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 5/03, nominati secondo quanto previsto dallo statuto e dal regolamento della "Camera Arbitrale e di Conciliazione della Cooperazione", salvo che non sia previsto l'intervento obbligatorio del Pubblico Ministero:
a) tutte le controversie insorgenti tra soci o tra soci e cooperativa sociale che abbiano ad oggetto diritti disponibili, anche quando sia oggetto di controversia la qualità di socio;
b) le controversie relative alla validità delle decisioni/deliberazioni dei soci e degli organi sociali;
c) le controversie promosse da amministratori, liquidatori o sindaci, o nei loro confronti.
La clausola arbitrale di cui al comma precedente è estesa a tutte le categorie di soci. La sua accettazione espressa è condizione di proponibilità della domanda di adesione alla Cooperativa sociale da parte dei nuovi soci. L'accettazione della nomina alla carica di amministratore, sindaco o liquidatore è accompagnata dalla espressa adesione alla clausola di cui al comma precedente.

Art. 39 (Arbitri e procedimento)
Gli arbitri sono in numero di:
a) uno, per le controversie di valore inferiore ad euro 15.000,00 (quindicimila euro). Ai fini della determinazione del valore della controversia si tiene conto della domanda di arbitrato, osservati i criteri di cui all'art. 10 e seguenti c.p.c. ;
b) tre, per le altre controversie, comprese quelle di valore indeterminabile.
Gli arbitri sono scelti tra esperti di diritto e di settore, nominati secondo quanto previsto dallo statuto e dal regolamento della "Camera Arbitrale e di Conciliazione della Cooperazione"; in difetto di designazione, sono nominati dal presidente del Tribunale nella cui circoscrizione ricade la sede. La domanda di arbitrato, anche quando concerne i rapporti tra soci è notificata alla cooperativa sociale, fermo restando quanto disposto dall'art. 35, comma 1 del D.Lgs. n. 5/03. Gli arbitri decidono secondo diritto ed in via rituale. Le spese di funzionamento dell'organo arbitrale sono anticipate dalla parte che promuove l'attivazione della procedura.

Art. 40 (Esecuzione della decisione)
Fuori dai casi in cui non integri di per sé una causa di esclusione, la mancata esecuzione della decisione definitiva della controversia deferita agli arbitri è valutata quale causa di esclusione del socio, quando incida sull'osservanza dei suoi obblighi nei confronti della cooperativa sociale o quando lasci presumere il venir meno della sua leale collaborazione all'attività sociale.

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